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CAOS TAXI, LA CNA AL SINDACO DI PESCARA:
BASTA FAR WEST, RIPORTI LA LEGALITA'

«Occorre mettere fine a una situazione di abusivismo che, lungi dal garantire maggiore scelta ai cittadini, rischia di produrre solo caos e danni: tanto alle imprese del settore che agli utenti, posti di fronte all’incertezza più assoluta sulle tariffe applicate. Il sindaco di Pescara intervenga adesso per fare chiarezza sulla gestione dei taxi in città e vigilare affinché non siano commessi altri abusi».

E’ quanto chiede il direttore della Cna di Pescara, Carmine Salce, secondo il quale il riaccendersi delle polemiche in ordine alla presenza di due consorzi di operatori nell’area urbana, è segno di una gestione priva di regole che rischia di creare seri danni, soprattutto all’utenza. E richiede una decisa presa di posizione delle autorità locali: «Non giova a nessuno – prosegue Salce – che si arrivi al Far West nella gestione di un settore così delicato del trasporto pubblico, ma deve essere altrettanto chiaro che le regole, finché ci sono, vanno rispettate da tutti gli attori in campo. A Pescara esiste un consorzio di operatori della città, il Cotape, in regola e in linea con le vigenti normative sulla raccolta dei passeggeri; di fatto, però, ne opera anche un secondo (Cometa, ndr) che associa invece anche operatori di città vicine al capoluogo, che si sovrappone a Cotape, che danneggia Cotape. Un lavoro iniziato in estate, nei giorni dei Giochi del Mediterraneo, che si pensava limitato a quell’evento, ma che invece è diventato permanente. Se allora l’eccezionalità dell’evento invitava a chiudere un occhio, il protrarsi della situazione di irregolarità obbliga ora a ben diverse opinioni».

A preoccupare la Cna pescarese è soprattutto la condizione di incertezza assoluta sulle tariffe applicate, e dunque sul trattamento riservato ai clienti: «Leggere le dichiarazioni di un operatore del consorzio Cometa, secondo il quale “non si guardi al tassametro” quando l’auto utilizzata per prelevare passeggeri nel perimetro urbano di Pescara proviene da un altro luogo, vuol dire ammettere che l’unico strumento certo disposto dalla legge si è trasformato in un optional. Una situazione intollerabile che il primo cittadino, Luigi Albore Mascia, ha ora il dovere di verificare e correggere attraverso i propri poteri».

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