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ARTIGIANI, CAMBI: CHIUSURA SILENZIOSA PER LE COMMISSIONI PROVINCIALI

Il presidente Cna: nella Omnibus delle vergogne anche un colpo alle imprese

Una liquidazione “silenziosa”, senza che nessuno l’abbia mai davvero nè decisa, nè decretata, nè tantomeno mai concertata con le parti sociali interessate.
E’ il destino che la Regione ha scelto per le commissioni provinciali per l’artigianato, e lo strumento utilizzato per l’eutanasia di quelli che da sempre sono considerati come organismi di riferimento per l’autogoverno della categoria e la gestione degli Albi nelle Camere di commercio è la sottrazione completa di fondi, perdipiù operata con un cervellotico meccanismo scientificamente selettivo: niente gettone di presenza per gli imprenditori artigiani che ne fanno parte, mentre a conservarlo sono i soli componenti designati da Inps e Ispettorato del lavoro.
A svelarlo è il presidente regionale della Cna abruzzese, Franco Cambi, che ha pescato le misure destinate a chiudere dopo quarant’anni l’esperienza positiva delle commissioni provinciali per l’artigianato in quella “perla” di mezza estate conosciuta dall’opinione pubblica abruzzese come la “legge Omnibus”. Ovvero, il carrozzone legislativo, approvato in vista delle ferie estive, che nelle intenzioni dovrebbe distribuire qualcosa come 26 milioni di euro a parrocchie, Pro loco, associazioni e Comuni senza alcun criterio di programmazione della spesa, se non la più assoluta e totale discrezionalità di singoli consiglieri regionali.

Così, gli organismi che garantiscono da sempre il funzionamento di importanti istituti per la vita delle categorie produttive, come appunto le Cpa, rischiano di chiudere battenti per esigenze di cassa. «Ma per i conti regionali – accusa Cambi – le somme risparmiate sono davvero poca cosa. Solo una goccia nel mare, ma in grado di produrre un bel danno: quale imprenditore volete sottragga più altro tempo alla propria attività per partecipare a organismi in cui adesso finisce già per rimetterci di tasca propria? Possibile che i 35 euro lordi a seduta dei componenti delle commissioni diventino per la Regione il simbolo dello sperpero da abbattere? La verità è che attraverso questa via dal sapore ridicolo e un tantino miserevole si scrive la parola “fine” sull’esperienza delle Cpa, senza immaginare che la mole di lavoro che svolgono dovrà essere ora trasferita a qualcun altro organismo, che la Regione è pregata di scegliere per non aggiungere danno a beffa».

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