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 CRISI IDRICA, ARTIGIANI NEL DRAMMA, "VALUTEREMO AZIONI LEGALI"

Cambi e Di Costanzo: situazione annunciata, ora occorre rendere più razionale il sistema

«Valuteremo l’eventuale avvio di azioni legali a tutela delle imprese artigiane gravemente danneggiate dalla crisi idrica che ha colpito l’area urbana Chieti-Pescara da quasi tre settimane, all’indomani della chiusura di alcuni pozzi dell’Alta Valpescara risultati contaminati dal materiale fuoriuscito dalla discarica dei veleni di Bussi sul Tirino.
In particolare, vogliamo capire se nei contratti di fornitura delle società che gestiscono le reti esistano clausole dettate a salvaguardia degli interessi degli utenti in casi come quello attuale».
E’ quanto affermano in una nota congiunta il presidente e il direttore regionale della Cna abruzzese, Franco Cambi e Graziano Di Costanzo.
«Da più parti – aggiugono - arrivano nella sedi della nostra confederazione segnalazioni, da parte degli associati, di un vero e proprio disastro che si è abbattuto sulla testa delle piccole imprese. Molte attività, dal settore dei parrucchieri e delle estetiste alle lavanderie e gelaterie, sono state costrette a chiudere i battenti proprio per la mancanza di acqua. Valuteremo, soprattutto, se davvero si possa parlare di emergenza improvvisa, oppure di crisi annunciata e colpevolmente ignorata: colpisce, infatti, l’affermazione riportata dagli organi di stampa, e non smentita, secondo cui la condizione di inquinamento dei pozzi sarebbe stata nota alle autorità del settore, che dunque non possono invocare la sorpresa».

A detta di Cambi e Di Costanzo, inoltre, «l’improvvisa crisi che ha colpito al cuore il territorio regionale, mettendo in ginocchio l’area più importante d’Abruzzo, riporta all’attualità la necessità di razionalizzare al più presto l’intero sistema distributivo dell’acqua in Abruzzo, un sistema che produce tariffe carissime, perdite vistose nelle reti, moltiplicazione patologica dei costi della politica. In epoca non sospetta abbiamo chiesto di arrivare all’individuazione di un unico soggetto d’ambito e un solo gestore, con competenza su tutto l’Abruzzo: la crisi che ha colpito l’area Chieti-Pescara spinga verso questa strada».

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