| |
DECRETO SULLA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO:
INTERVENTO DI NATURA PUNITIVA
Il decreto sulla sicurezza nei luoghi di lavoro "continua a rappresentare un intervento di natura punitiva". E' il giudizio delle 16 organizzazioni delle imprese (CNA, Abi, Ania, Agci, Casartigiani, Cia, Claai, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confindustria, Lega delle Cooperative) che hanno diffuso una nota unitaria, a seguito dell’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, in cui esprimono i loro rilievi al testo.
La valutazione espressa è: "di insoddisfazione rispetto ad un intervento normativo che le imprese attendono da tempo nella logica di aumentare la sicurezza nei luoghi di lavoro specie in termini di prevenzione. Il tentativo operato dal governo di graduare meglio l'entità delle sanzioni, non coglie ancora l'esigenza espressa dal mondo delle imprese di sanzionare in maniera differenziata le violazioni formali rispetto a quelle che effettivamente determinano situazioni di pericolo reale per i lavoratori.
Il provvedimento - prosegue la nota - continua a rappresentare un intervento di natura punitiva che nulla ha a che vedere con le logiche della prevenzione, della formazione continua, della informazione, della consulenza e della collaborazione tra istituzioni, imprese, sindacati e lavoratori".
Secondo le associazioni delle imprese, resta poi tutta la parte delle norme tecniche (oltre 250 articoli) che "non ha costituito oggetto di alcun approfondimento e lo dimostrano i palesi errori di coordinamento che emergono dalla lettura dei testi. Si tratta peraltro delle norme che disciplinano la concreta operatività delle imprese.
Il decreto non coglie gli obiettivi di semplificazione degli adempimenti che, specie per le piccole e medie imprese, - concludono le organizzazioni - rappresenta una esigenza da tempo attesa per una migliore attuazione delle normative di sicurezza".
Anche il Presidente Nazionale CNA Ivan Malavasi, afferma che è importante intervenire sul tema della sicurezza sul lavoro affinché fatti come quelli di Torino e Molfetta non avvengano più e la perdita di vite umane è un sacrificio troppo grande per le imprese ed il Paese.
Dobbiamo moltiplicare – continua Malavasi - gli sforzi perché imprenditori e lavoratori siano consapevoli del valore del lavoro sicuro ed abbiano le cognizioni per prevenire gli incidenti, solo così avremo imprese più capaci e competitive. La CNA è impegnata su questo fronte con tutte le proprie forze.
Per sostenere questo impegno, è necessario anche un nuovo assetto legislativo. L’emanazione del Testo Unico delle leggi della sicurezza sul lavoro, per il Presidente CNA, deve essere un’occasione per aumentare le capacità del sistema della prevenzione: istituzioni, tecnici e parti sociali, a migliorare le condizioni di lavoro. Il Testo Unico dovrà comportare uno straordinario sostegno alle micro e piccole imprese per la realizzazione di straordinari progetti di sicurezza. La nuova legge dovrà coniugare semplificazione e tutela, consenso e responsabilità.
In questo quadro pur accettando le responsabilità che ci competono, conclude Malavasi, non possiamo condividere una pesante penalizzazione sanzionatoria in capo ai piccoli imprenditori, corriamo il rischio di ottenere l’effetto opposto rispetto ai desiderata: ossia al lavoro sicuro si può sostituire lavoro nero e sommerso che non vorremmo aumentasse il già pesante bilancio delle attività fuori controllo.
Torna
alle
ultime
news
|