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PRIVACY, SENATO OSTAGGIO DEL GARANTE
Tolti gli emendamenti per alleggerire gli adempimenti delle pmi.
Protesta della CNA per le mancate modifiche alla legge sul Documento programmatico sulla sicurezza.
(dal sito cna.it)
Altro che politiche di semplificazione amministrativa. «Ancora una volta le imprese italiane perdono un'occasione di alleggerimento degli adempimenti burocratici, che servono solo ad appesantire i costi e a ingrassare nuovi e inutili professionisti».
La denuncia parte dalla CNA, la Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola impresa, che protesta con forza per quanto accaduto in Senato dove sono stati soppressi gli emendamenti relativi alla redazione obbligatoria del documento programmatico previsto dalla legge sulla privacy per la sicurezza nel trattamento dei dati cosiddetti sensibili, limitatamente alla gestione dei rapporti di lavoro.
Ovviamente l'esonero per le imprese da questo adempimento, in relazione alla gestione del personale, non autorizza i datori di lavoro al mancato rispetto della legge.
«Evita soltanto», fa notare l'associazione, «un adempimento costoso e inutile, poiché restano fermi tutti gli altri obblighi previsti dalla normativa, che, se violati, comportano pesanti sanzioni amministrative o la reclusione».
In sostanza l'emendamento proposto per le imprese piccole e piccolissime (fino a 15 dipendenti) tendeva a evitare che il trattamento dei dati del personale, nell'ordinaria gestione del rapporto di lavoro, comportasse ulteriori costi rispetto a come l'apparato burocratico dello stato già opprime il contribuente. Un caso esemplificativo può essere quello di un pasticcere che, avendo assunto un apprendista e utilizzando un computer per elaborare il cedolino dello stipendio, sia vedrà costretto a redigere il Dps, con l'ausilio di un professionista, spendendo dai 500 ai mille euro di parcella per ogni anno. D'altra parte, anche quando questo obbligo burocratico per le imprese non c'era, comunque era vigente la tutela e la riservatezza dei trattamenti dei dati sensibili.
«Bisogna tener presente che il sistema produttivo italiano per oltre il 90% delle imprese è costituito da entità produttive con meno di dieci addetti», fa notare Fosco Corradini responsabile privacy CNA.
«Ma su questo spinoso tema dei piccoli artigiani e commercianti, che da mane a sera altro non farebbero che manipolare i dati sensibili dei loro dipendenti, che sarebbero in grado di condizionarne, come il Grande Fratello, abitudini e comportamenti, e si cimentano solo a divulgare a tutto l'orbe terracqueo vizi, turpi attitudini, dubbie tendenze sessuali e pericolose malattie, sono intervenuti «gli esperti» della privacy, i sindacati dei lavoratori e l'Autorità garante», aggiunge sarcasticamente lo stesso Corradini. «A questo punto è serpeggiato uno strano malessere nel Senato e, come era scontato che fosse, chi apre bottega tutte le mattine, oltre a pagare luce, energia e tasse sempre più care, continuerà a trovarsi un nuovo esattore che esige un tributo per certificare che i piccoli imprenditori stanno accuratamente sempre zitti quando assumono dipendenti», conclude Corradini.
Per avere maggiori informazioni sul D.Lgs. 196/2003 (c.d. "Codice della Privacy") e sulla necessita' delle piccole e medie aziende di applicarne le disposizioni, e' possibile rivolgersi presso gli uffici della CNA di Pescara (chiedendo del Dott. William Facchinetti).
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