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TFR. Malavasi, mancano le certezze
"Il problema principale di questa riforma è che non dà sufficienti certezze alle aziende riguardo i meccanismi di compensazione nel caso di dirottamento del Tfr sui fondi pensione.
La delega parla espressamente di assenza di oneri aggiuntivi, ma il decreto legislativo dà solo un parziale accoglimento di questo che pure è un principio cardine del progetto".
Ivan Malavasi Presidente CNA spiega le motivazioni che hanno visto l'associazione apparire tra i principali firmatari dell'avviso comune che ha riunito altre 20 parti sociali (dai confederali a Confindustria) nella stesura degli emendamenti al decreto legislativo con cui il Ministro del Welfare Maroni vuole rilanciare il secondo pilastro pensionistico.
Il Governo ha dato risposte solo parzialmente adeguate ai bisogni delle aziende - continua Malavasi - anche la proposta di un fondo di garanzia che supporti gli istituti di credito nell'erogazione dei prestiti è incompleta, dal momento che rimanda la sua previsione finanziaria a un successivo provvedimento. Ma per noi è inaccettabile che un imprenditore non abbia da subito una certezza tanto importante: così un'azienda viene lasciata nel dubbio e opera malissimo, cosa pericolosa soprattutto in un momento molto incerto per la congiuntura economica del nostro Paese".
Non rassicura gli artigiani nemmeno l'ipotesi, confermata di recente da Maroni, di istituire col placet dell'Abi un fondo di garanzia destinato esplicitamente a favore delle piccole e medie imprese fino a 50 addetti. "A questo proposito devo sottolineare anche l'adozione di una terminologia impropria da parte del Governo - continua Malavasi - una definizione comunitaria dello scorso 1° gennaio suddivide infatti 3 fasce di aziende: le microaziende che vanno da 1 a 9 addetti, le piccole aziende che vanno da 10 a 49 addetti, e le medie imprese da 50 a 249 addetti. Riunire universi così differenziati sotto una unica sigla è di per sè già sbagliato soprattutto perchè le esigenze di questi soggetti sono invece tante e diverse tra loro. Al di là di questi errori però quello che noi in generale suggeriamo è la creazione di apposite misure che assicurino alle industrie l'automatismo nell'erogazione del denaro da parte delle banche".
Tra queste la CNA propone al Governo e all'Abi di fare riferimento alle cooperative di garanzia, ai consorzi fidi e ad Artigiancassa quali soggetti in grado di realizzare un'opera di preselezione sulle operazioni di finanziamento che dia garanzia di sicurezza per il mondo del credito. "Stiamo parlando di realtà che da sempre operano con successo in questo settore - conclude Malavasi - e che pertanto potrebbero svolgere ottimamente una funzione di mediazione tra imprese e banche. Spero che il Ministro Maroni valuti attentamente le nostre critiche nell'incontro di oggi . Non accade di frequente che un avviso comune sia firmato da un universo così differenziato di sigle: se questo succede qualcosa vorrà dire".
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