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COLLEGAMENTI CON LA CROAZIA, LA CNA:
VERGOGNOSO RIMPALLO DI RESPONSABILITA'
Mentre si celebra il balletto sulle competenze,
Pescara rischia di perdere uno strumento straordinario
PESCARA - «Mentre la città rischia di perdere definitivamente i collegamenti marittimi da e per la Croazia, con danni evidenti alla sua economia turistica, la politica si divide nella ricerca affannosa delle responsabilità, anziché cercare di mettere riparo a una situazione che appare già compromessa».
Lo afferma in una nota la Cna di Pescara, secondo cui le conseguenze nefaste legate al mancato dragaggio del porto-canale cittadino cominciano a manifestarsi in tutta la loro perversa portata: «In tempi non sospetti – afferma la confederazione artigiana presieduta da Riccardo Colazilli e diretta da Carmine Salce – denunciammo l'irresponsabile balletto che la burocrazia stava esercitando sulle attività portuali. Come una cambiale, e dopo i danni patiti dalla pesca e dalle attività di movimentazione delle merci, puntuale arriva ora l'ennesima tegola. Lo spostamento a Ortona del catamarano della Snav che assicura i collegamenti stagionali con la costa croata avrà certamente ripercussioni negative sull'economia turistica della città, sulle attività degli esercenti degli stabilimenti balneari, sulle attività di ristorazione e commerciali. Senza contare la rabbia dei passeggeri, che si sono visti spostare dalla sera alla mattina il luogo di attracco».
Quello che fa rabbia, prosegue la nota della Cna, è notare come di fronte a tanti proclami, la crudezza delle cifre dimostri come ci si trovi di fronte a un disastro annunciato, che nessun penoso scambio di responsabilità dei palazzi della politica potrà mai coprire.
Scorrendo infatti le cifre ufficiali sul movimento passeggeri del porto pescarese (disponibili su http://www.trail.abruzzo.it, l'Osservatorio regionale dei trasporti gestito da Unioncamere, ndr) si scopre infatti che già tra il 2007 (anno del massimo boom del movimento passeggeri) e il 2010, metà delle presenze è andata... dispersa in mare: «Degli oltre 45mila passeggeri tra sbarcati e imbarcati nel collegamento nella stagione 2007, già nel 2010 ne erano rimasti poco più di 23mila. Perdite dovute a incuria e superficialità, a politiche turistiche fatte di proclami e non di investimenti oculati. Premesse che fanno capire che ne sarà, in termini di cifre, della stagione in corso».
«Il poco tempo a disposizione – conclude la Cna – deve dunque essere dedicato a salvare il salvabile. Che non vuol dire soltanto tentare di riportare già nelle prossime settimane i mezzi della Snav sulle banchine pescaresi, ma soprattutto nel convincere la compagnia che nei prossimi anni troverà da queste parti interlocutori seri». Torna alle ultime news |